L'immortale Eminenza Grigia

Perché questa landa desolata è gotica

Ogni azione richiede un piccolo sforzo, un piccolo sacrificio, un fievole afflato di sangue. Non c’è qualcuno che lo sappia meglio della Papera Vampira. Dunque ci compiacciamo del numero di anime perse che hanno deciso di destinarsi a noi, volontariamente. Il vostro numero cresce. Conosciamo i vostri nomi, e ciò vi priva della sola difesa che avevate contro Sua Eminenza in questa landa desolata e gotica: la disattenzione.

Mia esoterica e fidata cerchia, oggi il tramonto è più dolce, perché da esso qualcosa rinascerà, come la fiera dell’asparago a Cantello o la festa del Rugby a Varese, con la stessa forza malsana e dannata.  C’è di che rallegrarsi! Dunque volti alla luna, alta la fronte, danza la Papera sopra al ponte… sopra al Ponte… (l’ospedale)

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Non era così? Ma no, ascoltate meglio.

Orbene l’ombra di Sua Eminenza si allunga erodendo i bordi. Per modo di dire, non abbiamo né riflesso né ombra. Al più proiettiamo la nostra potenza in una forma che ci assomiglia. Ma non è un’ombra.

Il luogo è invero perfetto: scarsa luce, salvo quest’estate, che infatti è stata una noia per ogni vampiro degno del nome. In genere però si può ragionevolmente sperare nel cielo coperto, così da non sciogliersi. Freddo, pioggia, umido. Se rimanete in giardino fermi vi cresce addosso il muschio. Perché non più a nord ancora, dove il gelo attanaglia la terra? Presto detto: consistenza.

Avete mai provato a mangiare la bistecca surgelata direttamente dal freezer? No? Provate. Avete ora una delle motivazioni che fanno di questa landa desolata l’habitat naturale della Papera. Tutto indebolito, ma non surgelato, che aspetta inevitabilmente la fine. Un caco maturo, senza speranza, proprio come lui.

Va bene forse il pelato in questione non è proprio noto per la sua fragilità.

Sono mormorii quelli che sento? Forse che alcuni pensano che questo contado del nord d’Italia non sia un luogo adatto a un’immortale? Sua Eminenza agisce come farebbe una creatura perenne, dunque è inconcepibile di primo acchito per comuni umani. Cionondimeno, proveremo a illustrare le solide ragioni sottese al varesotto quale dimora ancestrale della Papera Vampira.

La viabilità stessa della provincia di Varese è innegabilmente gotica. Solo una mente contorta e sofferente avrebbe potuto orchestrare il traffico in maniera così squisitamente debosciata. Gli uomini finiscono in bare a quattro ruote quando chiudono la portiera. Noi medesime abbiamo considerato una Dacia quale degno sostituto di una bara. Il progetto si è interrotto solo perché il concessionario locale non disponeva di modelli con carrozzeria in legno massello. Siamo Vampire, non sardine inscatolate!

Era chiedere troppo?

Ma torniamo alla viabilità. Hai sbagliato svolta? Non c’è via di ritorno. Da Caiello ti trovi a Sumirago. Già sono molti i luoghi che nessuno vorrebbe vedere, figurarsi passarci. Volevi andare a sinistra? Troppo tardi, troppo tardi. Avevi un impegno? Prova questa rotonda. Dura sessantasei anni. Non solo non vedrai nascere tuo figlio: all’arrivo, saluterai anche tuo nipote. Ad abbellire le rotatorie, infine, relitti di epoche passate come aerei dismessi, o grossi monumenti senza alcun senso, che l’estro locale abbellisce con carta igienica ed altre guasconerie. Vicino al lago, le montagne; vicino alla montagna, delle palme, pare per errori di progettazione.

Non mancano infine passaggi segreti. Non sempre portano dove vorreste.

“Fidati, San Michele è per di qua”

“Qui c’è scritto Passo del Turchino”

“Insistiamo”

“Sono passate sei ore.”

“Google che dice?”

“Dice… Pino Tronzano”

“È un albero?”

“È un… paese?”

La differenza fra paese e valico è poca, anche perchè i due hanno gli stessi abitanti, ovvero tre stambecchi e un eremita. E se le strade non sono abbastastanza, il vostro peggior nemico è chi le percorre: il guidatore medio varesotto. Pensereste che l’algido zelo verso le regole, tipicamente lombardo, aiuti un ordinato scorrimento del traffico. E invece no.

Perché chi percorre queste strade è un totano della carreggiata, probabilmente intirizzito dall’angoscia che la presenza della Papera Vampira spande su queste terre come maionese nei tramezzini. Per chi come lei si nutre del dolore altrui, basta guardare la rotonda di Casciago per saziarsi. I cantieri sono pressoché nostri coetanei: la Sagrada Familia è stata eretta più in fretta. Esistono poi rotonde in mezzo alle quali abbiamo visto nascere e crescere interi ecosistemi, sicché la loro dimensione vuole ricordare le sterminate e verdi praterie d’Irlanda.

Abbiamo notizia di chi ha chiesto il permesso di tenere cerimonie civili su questa ridente location. Altri non hanno mancato di rimarcare il valore del pubblico demanio in modo differente.

Insomma il seme della follia già alberga in queste terra malsana, dove meglio si potrebbe collocare una Papera Vampira? Abbiamo visto avvocati giocare a racchettoni a gennaio davanti al tribunale alle tre del mattino, gente fare jogging alle tre del mattino – d’inverno –  e pensionati presentarsi in tribunale con sei coltelli di 18 centimetri, sostenendo d’esser collezionisti.

Nobile origine, triste declino, morbosa e grigia eternità: casa. Non siete ancora convinti? Forse dovete meglio comprendete il nostro fine senso estetico. Guardate qui.

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