L'immortale Eminenza Grigia

La giusta fine dei felloni

Sufficit diei malitia sua. A ogni giorno basta il suo dolore. Salvo siate una Papera Vampira. In tal caso di dolore ne vorrete somministrare quotidianamente e se possibile anche di più, perché questo è ciò a cui il fato ha destinato i vostri passi intrisi di sangue. L’Eminenza Grigia è fedele al suo nome ed ha un grande piano i cui tasselli stanno lentamente prendendo posto, come salsa tonnata fra le fettine di lonza, il piatto più gotico che esista. Quasi pronto per voi.

Nel mentre, in qualità di Contesse, ci assicuriamo di risolvere un problema che affligge i nostri possedimenti. Sono felloni cui spetta giusta fine, creature con colli snodati come molluschi, piume color amianto. Mangiano qualunque cosa. Li ho visti contendermi le prede, Emmental, presepi, senza rispetto delle tradizioni locali. Il presepe era di legno. Si nutrono persino di monitor.

Avremmo potuto porre fine alla minaccia un morso alla volta, ma tutti sanno che hanno una mente condivisa, sono una sola grande entità priva di rispetto ed igiene. Qualcuno sostiene sappiano leggere. Sono loro.

Ovvero i piccioni. Spesso nostalgici della Tektonik.

Disdicevoli creature a cui andrebbero dedicati fuochi d’artificio al coperto, prive di rispetto e intelletto. La loro sola presenza è sudiciume, tanto che in antichità la costruzione delle discariche avveniva naturalmente dove c’erano più piccioni, che ivi proliferano.

Ma non divaghiamo. I piccioni sono anche sostenitori di un regime indipendente in Corsica. In tale folle progetto, coloro disegnati quali  padri fondatori due designer del salone del mobile, gente che dovrebbe essere condannata a camminare sui Lego a piedi nudi. Entrambi erano indegni esemplari. Con un’abile operazione di spionaggio, siamo venute a sapere i loro nomi: Jhonny ed Anber.

Giusto ieri ascoltavo, nei pressi di Travedona Monate, ridente cittadina a ridosso dell’omonimo lago, una conversazione fra simili bestie. Eccole:

Se somigliano ad altri è un caso.

Jhonny lo chiamano anche Precedenza, perché è un incrocio, un po’ piccione e un po’ storno. Porta una coda di cavallo e pizzetto, carismatico, in gioventù bellissimo certamente, lei ha una distesa di riccioli dorati e problemi intestinali. Origliai la loro conversazione. Il clima era teso, si capiva che sotto sotto qualcosa non andava.

– Jhonny! Dormito bene stanotte?

– Non c’è male. Tu?

– Eh, poco e niente, non chiudevo occhio, ho dovuto prendere i lassativi.

– E perché?

– Così almeno ho avuto qualcosa da fare!

Allorché mi palesai, incutendo in loro sacro timore e uccidendo sul colpo Jhonny.

Ma si sa, i piccioni sono anche infidi. Per salvarsi, Anber mi sfidò ad un duello d’astuzia. Si proclamò maga. Sapevamo che era una farsa, ma il tentativo disperato ci mosse a compassione. La sedicente incantatrice disse di poter comandare le luci delle case degli uomini al buio, senza usare le mani – perché sì, le crudeli mutazioni cui sono sottoposti alcuni piccioni a volte li dotano di mani, come testimonia l’immagine cui sopra.

Riproduci video

Un passante che raccolse il corpo di Jhonny per cucinarlo.

Ma torniamo a noi. Scelto un appartamento a caso, nella notte, visionammo questa farsa. La picciona ci disse che avrebbe trovato ed acceso, senza mani, la luce del bagno. Noi, creature magnanime ed onorevoli, accettammo. Quando, meraviglia, la picciona ebbe luce innanzi a sé e defecò di gusto. La porta che aveva aperto, però era quella del frigorifero della cucina di ignoti. Non appena capii, le torsi il collo con i miei poteri psichici.

È lunga la storia del poco rispetto del piccione. Ricordo chiaramente quando nel quindicesimo secolo, mentre Michelangelo dipingeva, uno di loro imbrattò impunemente il capolavoro in via di realizzazione dell’artista.  Queste circa le ultime parole del mostro:

– Perché lo avete fatto?

– Le donne che ritrae sono poco femminili!

– Dovreste sapere che nulla è più vero dell’arte!

– Le avete viste? Sono uomini con le tette!

– Villano, rimangiatevi tutto! Anche se fosse!

– Mah, senza un test delle urine non le farei mai partecipare ad una gara di nuoto…

– Solo perché sono atletiche non vuol dire che si fanno di steroidi!

Non volli ascoltare oltre. Posi personalmente fine alla vita del miserabile, dopo aver sradicato un lampione poco distante ed averlo usato per imprigionare il piccione, attorcigliandoglielo addosso.

Avevo già convinto Buonarroti a levare alle signore i baffi, dunque il resto era solo maldicenza. Inutile dire che dopo il nostro intervento provvidenziale, il noto artista volle dedicarci La Creazione, che altro non è che il sunto della nostra amicizia.

A sinistra, Michelangelo; a destra, Noi, in ovvie vesti allegoriche.

Per festeggiare, offrimmo al maestro del Rinascimento il classico prosecco. Da sempre si beve in centro Italia al bar sport, come ce n’erano tanti a Firenze anche nel periodo dei Medici. Quando ci portarono i calici, però, il cameriere ebbe l’ardire di sentirsi sommelier e attaccò:

– Colore verde screziato, aroma di vongole e uova, scorza di limone, graminacee succulente.

– Vorreste lasciarci bere cortesemente?

– Glassato, molto sigaretta piccante, terra ricca, fiori gialli, pietre e rocce fracassate, bel corpo con un acidità media che sfuma in tannini moderati. 

– Ma scusi – fece Michelangelo.

– Candore e sambuco fiorito, erbe grigliate, cappuccino con brioche, terreno argilloso, trucioli di gesso, patate tostate.

Assaggiai, per non risultare scortese. Era vino in brick. Non contento, il villano aggiunse del ghiaccio strappandoci i bicchieri di mano e si scolò tutto. Lo fissai.

A quel punto lo riconobbi. Era Jhonny, in cerca di vendetta per la sua amata, o forse solo intento ad affogare il dolore nell’acohol. Lo colpii con tale potenza che più tardi venne arrestato per vagabondaggio. In Libia.

Orbene dormite sereni, miei sudditi. La Contessa provvede a voi e nulla ci allontanerà dai nostri domini, almeno per un po’… Ormai parlano di noi.

Siamo rimaste qui così a lungo che Google ci segnala come stato per la longevità. Il cielo plumbeo che affligge questa terra attrae la Papera Vampira come una fiamma attrae una falena. Dei palazzi si intuisce a malapena la base. Tutto è avvolto da dolore, silenzio e nebbia.

Estasiante.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments