L'immortale Eminenza Grigia

Le persone cambiano?

Le persone cambiano? La nostra risposta, devoti sudditi, è sì. E no. E forse. Mettiamo ordine.

Il presupposto da cui partiamo è che gli uomini sono uomini: non cambiano, rimangono sempre gli stessi, come i cetrioli. Per quanti passi avanti si fanno, non c’è nulla che fosse già un dubbio sollevato da un altro prima di lui. Sono cambiate le condizioni: l’igiene, l’intelligenza artificiale, l’organizzazione politica, la cultura. Ma i sogni e le paure cambiano abito, non sostanza. Esiste una certa costanza nel modo in cui si è, ma questo non significa che si può prevedere con certezza un comportamento.

Barbara D’Urso, notoriamente feroce, può dimostrare compassione, mentre i più miti possono agire come barbari indemoniati. Senza un motivo apparente o con motivazioni complesse che non riusciamo a comprendere del tutto – il che equivale, in pratica, a non avere un motivo preciso. La vostra motivazione a leggere cala, lo capiamo, ma seguite il filo.

 

Il contesto, gli altri, le scelte e così via plasmano la personalità, ma una volta raggiunto uno stato di equilibrio, entra in gioco il principio dell’omeostasi. Se mi piacciono i cetrioli nel sugo, che motivo ho per smettere di metterceli? Squadra che vince non si cambia. Perfino il passaggio dallo spazzolino manuale a quello elettrico richiede uno sforzo; figuriamoci cambiamenti più significativi.

Il nostro essere è legato all’immagine che abbiamo di noi stessi – il mio sugo è unico, ha i cetrioli –  e ci vuole una vita per formare questa idea. Suggeriamo un’altra idea, ma chi siamo noi per dirlo? Possedere un sé stabile è rassicurante, ci fa sentire tranquilli.

I tempi cambiano, e noi cambiamo con essi – ad eccezione della Papera Vampira, si intende. Serve “soltanto” un motivo valido perché il cambiamento avvenga: in metafora, i miei ospiti a cena sono basiti e urlano. O forse ho un sogno illuminante, o faccio andare la testa, scegliete voi uno.

Le modifiche biologiche e comportamentali possono avvenire in pochi giorni o in momenti specifici, di sicuro si manifestano lungo il tempo. È altrettanto irrealistico aspettarsi che si cambi solo perché viene richiesto o perché lo desidera. Ma c’è un margine.

“Non cambierai mai!”

“Dipende. Che rapporto hai coi cetrioli?”

 

Ci piace pensare che ci sia sempre margine per migliorare, ma è altrettanto probabile che ci sia spazio per un progressivo e irreversibile peggioramento. Il mondo tende verso l’entropia, il disordine: affermare che la personalità cambi dall’adolescenza alla vecchiaia è come scoprire l’acqua calda. Lo spettro del cetriolo è sempre lì. O forse abbiamo sempre sbagliato noi sostenitrici di sughi più morigerati?

Il punto cruciale rimane sempre lo stesso: la volontà. Senza di essa, il mondo sarebbe già collassato, e noi non dovremmo più preoccuparci. Eppure, sembra che gli esseri umani abbiano una tendenza genetica a non mollare, ad aggrapparsi a ciò che rimane su questa roccia lanciata nel vuoto cosmico.

Non avete intenzione di mollare, vero? Mettete giù quel cetriolo.

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